Questione di educazione

“Il gatto coi guanti non acchiappa i topi.”

— Benjamin Franklin

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Computazione alla griglia

Ongoing propone una breve introduzione allo stato dell’arte della cosiddetta Grid Computing.

Fin dall’inizio del pezzo però si delineano una serie di problemi inerenti all’uso del termine “Grid”. Negli ultimi tempi Grid è diventato un umbrella term*, usato quindi per indicare tutto e niente (di solito indica cose appartenenti alla seconda categoria).

L’autore divide le griglie in due tipologie: “batch grid” e “service-oriented grid”. Tra gli ambiti applicativi nell’articolo vengono citati: il rendering di scene cinematografiche, la simulazione di circuiti elettronici, l’analisi dei rischi finanziari, la realizzazione di modelli fisici, la creazione di indici per lo storing dei dati, la ricerca nel Web.

Per esperienza personale quando si parla di Grid in genere tutti – dopo aver storto il naso – fanno riferimento a Globus Toolkit (che è un po’ l’Aiace* delle griglie), quindi a un’applicazione dei tradizionali Web services. Di sicuro questo non è solo fare data scattering con MPI*

Meglio “consumare” le CPU dandosi agli effetti valanga con Oblivion 🙂

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Semantic Fun

How many people does it take to screw in a lightbulb?

2, but they have to be very tiny.

fonte: What’s your favourite joke in the whole world?

[ WARNING: that’s not politically correct ]

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Idee semplici e (forse) geniali

Riporto da questo post la descrizione di una killer feature per un client di posta elettronica.

Quando clicco invia, il client cerca nel testo della email parole tipo “allego”, “allegato”, “allegati”, “attachment”, …

Se almeno una di queste parole viene trovata e nella email non sono presenti allegati, il software visualizza una richiesta (popup) di conferma per l’invio, con il messaggio: “Vuoi allegare qualcosa a questa email?”

Osservando le email che mi arrivano, credo che a molti potrebbe servire 😉

All’autore — che sembra avere davvero bisogno di un attacheck (gli do un nome, non si sa mai) — hanno suggerito di usare GreaseMonkey per aggiungere questa funzionalità a Gmail… Trovo che sia un ottimo consiglio.

aggiornamento: Alcuni client (es. KMail) implementano nativamente questa feature

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Sistemi operativi esosi

Ho appena letto un interessante articolo di Yahoo! News in cui viene ripercorsa la storia dei requisiti (in termini di risorse di sistema) dei sistemi operativi di casa Microsoft.

In un quarto di secolo si è passati, per ciò che concerne la RAM: da “640k bastano” a “ti basta un Giga” – un incremento davvero notevole. Sul versante CPU è da notare l’egemonia della famiglia x86, che ha sempre accompagnato il colosso di Redmond (connubio da cui deriva il termine portmanteau Wintel).

C’è da dire però che i prezzi dell’hardware, a seguito della diffusione dei PC e del miglioramento dei processi produttivi, sono diminuiti moltissimo. Quello che consola è che tutto questo ben di Dio non servirà solo per far girare bene Windows Aero (l’interfaccia untente di Vista).

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Catene di plastica

Siamo avvolti da catene di plastica. Sarebbe semplice per noi riuscire a disfarcene, se non ne fossimo così tanto innamorati. Spesso ci dimentichiamo della loro presenza (molte di esse sono indubbiamente leggere). A volte le scambiamo per sostegni…

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Carpooling – Verso l’auto di gruppo

La crisi del trasporto pubblico è un fenomeno allarmante che non da segni di resa. Nei prossimi anni, salvo miracoli da parte della coppia “simbiotica” Di Pietro / Bianchi, sarà difficile che le cose in fatto di mobilità (in primis cittadina) possano migliorare.

Il carpooling potrebbe rappresentare una soluzione interessante a questo problema endemico.

definizione: Consiste nella condivisione di automobili private con l’intento di abbattere i costi del trasporto. E’ un sistema del tipo “vi do un passaggio” organizzato.

Uno o più dei soggetti coinvolti mettono a disposizione il proprio veicolo, eventualmente alternandosi nell’utilizzo, mentre gli altri contribuiscono con adeguate somme di denaro a coprire una parte delle spese sostenute dagli autisti (carburante, pedaggi, …).

vantaggi: La diffusione del carpooling potrebbe far diminuire la congestione del traffico riducendo il numero di veicoli in circolazione.

esempi: Un esempio classico riguarda il percorso casa-lavoro, in cui c’è un guidatore che condivide l’auto con un “equipaggio” di persone che fanno lo stesso tragitto.

Un’altra applicazione, ancora più interessante dal punto di vista sociale, potrebbe essere l’organizzazione di “allegre comitive” dirette verso lo stesso evento — concerti, mostre, convegni…

sulla terminologia: Il carpooling viene chiamato anche lift-sharing (nel Regno Unito dove la cultura del “passaggio” è vista di buon occhio). L’idea si può estendere anche ai mezzi più capienti — diventando vanpooling. L’insieme di queste pratiche viene definito ridesharing*.

La condivisione dei (propri) mezzi è molto diffusa nel nord Europa e negli States, ma in Italia è davvero poco popolare.

Se ci pensate bene tutto questo non ha nulla a che spartire con il carsharing.

Il carsharing è business puro, il carpooling… Si vedrà.

approfondimenti: Carpool su Wikipedia.

argomenti (quasi) correlati: Swap Mob: scambismo (letterario) di piazza

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Piccolo è meglio

Damn Small LinuxE’ uscita la release 2.4 di questa mini distribuzione di GNU/Linux (change log e download), ideale per ridar vita ai vecchi PC e per effettuare prove con gli emulatori di x86.

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Le stagioni di Lost

  1. Cosa c’è nella botola?*
  2. *SPOILER* Cosa c’è dietro alla porta?
  3. Che altra apertura ci terrà incollati alla terza?!

Intanto il “broadcasting” online della serie sta facendo ascolti da record.

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Nuovi standard

Il vuoto, la quiete, la limpidezza, l’insipidità, il silenzio,

la solitudine e la non interferenza nelle azioni

dito pai mei

immagine da qui

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