“La bellezza ci può trafiggere come un dolore.”
— Thomas Mann, I Buddenbrook
“La bellezza ci può trafiggere come un dolore.”
— Thomas Mann, I Buddenbrook
— Marco Materazzi
Nel bene e nella (apparentemente) stupida indegnità del male…

L’eco del suo coup de boule sta facendo il giro del mondo.
Il resto è meravigliosamente storia.
follie memetiche: Risolvi i problemi come Zizou
follie memetiche 2: Zidane Headbutts Fidel Castro
riferimenti: Le notizie su Zidane
“Considero la libertà cosa temibile e disastrosa che bisogna cercare di ridurre o sopprimere in se stessi, prima di tutto — e, se si può, anche negli altri. Spaventosa è la schiavitù non accettata, imposta; eccellente è quella che ci si impone; in mancanza di meglio quella a cui ci si assoggetta.”
— André Gide, Diari
aggiornamento: il riferimento alle ali non era affatto casuale…
MoltoMondiale – Riporto il primo referer (query di Google) di oggi:
perchè la finale del mondiale si gioca alle 20?
La scorsa settimana tra i referer dai motori di ricerca hanno dominato:
goal di grosso*, foto allo stadio di victoria beckham* e ilary blasi ai mondiali di calcio*
“Il mestiere della parola somiglia per un verso a quello della guerra: c’è più rischio che in altri ma la fortuna vi è più rapida.”
— Jean de La Bruyère, I caratteri
Un blog è un’applicazione Web che si concretizza nei nostri browser come una collezione di pagine piene di brevi scritti (generalmente ricchi di collegamenti ipertestuali) presentati in ordine cronologico inverso. Fin dagli albori del World Wide Web sono esistite moltissime pagine che potrebbero essere descritte così, ma sotto la superficie i blog sono qualcosa di più complesso.
Questi strumenti presi nel loro insieme rappresentano un efficacissimo sistema di smistamento dell’informazione. Una persona non riuscirebbe ad analizzare nemmeno una piccola porzione delle informazioni che ogni giorno circolano nel Web. Una moltitudine di persone che operano in sinergia invece possono generare un vero e proprio “filtro informativo”.
Un weblog, in genere, rappresenta il risultato del lavoro di metabolizzazione delle informazioni di una singola persona. Il sistema weblog (per intenderci: la blogosfera) rappresenta il risultato di una sinergia di massa. Le potenzialità di queste interazioni spontanee sono ancora tutte da scoprire.
Sono stati creati moltissimi strumenti di supporto ai weblog, che forniscono funzionalità di analisi delle informazioni presenti nel sistema (es. Technorati). Sono stati sviluppati anche standard (es. RSS/Atom), protocolli ad hoc (es. XML-RPC) e applicazioni che consentono un miglioraramento nell’interazione con i lettori e fra blogger… E siamo solo all’inizio.
(aprile 2004)
Ted Murphy, fondatore di MindComet, ha avuto una trovata che in pochissimo tempo è riuscita a generare un’onda di sgomento e indignazione in una fetta consistente del Web conosciuto. Quelli che non si sono ancora lamentati e quelli che non sono in trepida attesa (supponendo che qualcuno possa esserlo) probabilmente non hanno sentito parlare di PayPerPost.com — del modello PagamiPerchéMento. La genialità della cosa finisce qui, nel (non poco) clamore suscitato.
Cosa / Perché è successo…
Le aziende sono sempre più in cerca di opinion maker che parlino bene dei loro prodotti (positive blog coverage). L’idea di Murphy parte dal desiderio di fare “evolvere” il buzz/viral marketing: perché non pagare quei fessi dei blogger per scrivere bene dei nostri prodotti? In questo modo qualcuno che sia pronto a vendere il suo… Come dire… Lo troviamo di certo! [ dialogo fictional ]
Il PagamiPerchéMento (detto anche prostr beta) ha l’obiettivo di fare emergere dall’oscurità telematica, di standardizzare/automatizzare, gli accordi tra le aziende e i blogger. Questi accordi, come dicevo, sono finalizzati a ingigantire l’entusiasmo (fino alla saturazione) e spesso a trascendere l’edulcorazione — a giungere là dove nessun blogger mercenario è mai giunto prima.
La cosa funziona così. Le aziende propongono una serie di Opportunità , ovvero di set di regole a cui i post dovranno sottostare. Il blogger ha la possibilità di scegliere una tra le Opportunità che più gli vanno a genio e successivamente di scrivere un post che ne rispetti i dettami. Fatto questo gli basterà segnalare il contenuto adulterato ai tizi del servizio PagamiPerchéMento attraverso la presenza di un link. Dopo l’approvazione da parte del team di controllo il post dovrà rimanere online rispondendo allo stesso permalink per almeno 30 giorni (con la possibilità di subire controlli randomici). A quel punto i “buoni samaritani” del PagamiPerchéMento invieranno il corrispettivo ottenuto via PayPal (le cifre per il momento satellitano attorno ai 10$, se ho ben capito).
E’ un mestiere vecchio come l’uomo…
E’ un’involuzione, come dicevo, soprattutto perché nessuna regola obbliga a rendere esplicito ai lettori l’accordo tra “He wants to create a buzz” e “She wants to make money” — i nomi dei personaggi sono presi paro paro dal sito del primo PagamiPerchéMento. Incredibile, vero?!
Qualcuno sta già parlarlando della nascita di un’epoca del PayPerPost, sottolineando la possibilità che iniziative di questo genere possano attecchire e dare il via a una serie di cambiamenti radicali (terribili) alle fondamenta del personal publishing, scimmiottando il peggio dei vecchi media.
Murphy non è un pivello, inoltre ha cominciato a sperimentare modelli di questo genere nel 2004…
Ciononostante è probabile — molti lo augurano — che questo dannato PayPerPost sia solo una strepitosa cazzata (perdonate il tecnicismo) effimera, che ci scorderemo tra un paio di mesi.
… Di certo l’anima non vale così poco, ma non è solo un problema di prezzi!
aggiornamento:
Il meme del PayPerPost fa leva sul desiderio di monetizzare i contenuti, presente in una parte decisamente consistente della blogosfera. Il “lato oscuro” del blogging è (potenzialmente) in ognuno di noi, anche il sottoscritto viene spesso tentato da memi mefistofelici — a che pro negarlo.
Credo che il discorso debba innanzitutto spostarsi su qualcosa di meno evil, per esempio sulla possibilità di trarre profitto da post sinceri a favore di (oppure contro) un prodotto. Di certo anche in quel caso si dovrebbe affrontare il solito problema annoso dello stabilire che cosa sia la Verità , o qualche inutile dilemma appartenente allo stesso filone (es. la fuffa della Verità vs Libertà ).
approfondimenti: Polluting The Blogosphere (l’hub di diffusione del meme)
trivia: MindComet in passato si distinse per la belinata galattica dei feed RSS inviati nello spazio
un po’ differente ma attuale: Net Neutrality*
Fuori il Brasile caratterizzato dalla presenza di un Ronaldo a dir poco irriconoscibile e di un simpatico pallone d’oro (Ronaldinho) a secco di gol… Poveri verdeoro! Dall’altra parte un meraviglioso pre-pensionato (Zidane) ha illuminato una divertente serata calcistica.
Fuori anche l’Inghilterra, eliminata ai rigori da un tonico Portogallo — allenato (guarda caso) dal mitico Felipe “Felipão” Scolari, unico pezzo di Brasile rimasto in lizza per la coppa.
Intanto l’aggregatore più amato dai calciofili italiani (in quanto unico, ma è un dettaglio 🙂 ha superato i mille post riconosciuti indicizzati, e già si comincia a guardare avanti. Per l’occasione sono anche ritornati (anche se ancora mozzati) alcuni feed di Splinder.
Ricapitolando, in ordine alfabetico, passano: Francia, Germania, Italia, Portogallo…
… Il mondiale zumma sull’Europa.
“Odio le citazioni. Dimmi quello che sai.”
— Ralph Waldo Emerson
Il nostro robot calciofilo ha trovato 1,623 possiblili fonti su Splinder.
Il problema è che non potranno mai essere aggregate. Vi spiego perché…
Tutto questo deriva da una “meravigliosa” scelta commerciale di Tipic Inc (i creatori di questa blog-piattaforma). Nei settaggi dei blog splinderiani (in Configura / Syndication) infatti si legge:
nella versione gratis del blog, [nei feed] sono disponibili solo le prime righe di ogni post.
E’ un po’ come se qualcuno decidesse di offrire un servizio di telefonia VoIP con la possibilità di fare telefonate gratuite senza audio. Dal mio punto di vista la scelta di Splinder è inconcepibile.
… Questa scelta rappresenta la causa di un’inestimabile perdita per il sistema weblog italiano.

nell’immagine è racchiusa tutta la nostra speranza
Regola numero zero — I feed completi non sono un servizio da mettere a pagamento!