“Il linguaggio da forma al modo in cui pensiamo e determina quello a cui possiamo pensare.”
— Benjamin Lee Whorf
“Il linguaggio da forma al modo in cui pensiamo e determina quello a cui possiamo pensare.”
— Benjamin Lee Whorf
Ovvero quello che succede quando l’ICAO (International Civil Aviation Organisation), per proteggere il contenuto dei chip RFID nei nuovi passaporti biometrici, suggerisce l’uso di un algoritmo di cifratura simmetrico (il triplo-DES in questo caso) con una chiave praticamente pubblica (in quanto composta da informazioni stampate sul passaporto).
Tutto questo è successo davvero: questi dettami sono stati presi alla lettera dagli inglesi.
Vi rimando all’interessante articolo apparso ieri su Guardian Unlimited.
riferimenti: L’ineluttabile sorte dei passaporti “ultrasicuri” (guardian.co.uk)
estensioni memetiche: Il teatrino della sicurezza
memetica pura al 100%: Alice and Bob (and Eve)
“Il giardino dei sentieri che si biforcano è un’immagine incompleta, ma non falsa, dell’universo quale lo concepiva Ts’ui Pên. A differenza di Newton e di Schopenhauer… [egli] non credeva in un tempo uniforme, assoluto. Credeva in infinite serie di tempo, in una rete crescente e vertiginosa di tempi divergenti, convergenti e paralleli. Questa trama di tempi che s’accostano, si biforcano, si tagliano o s’ignorano per secoli, comprende tutte le possibilità . Nella maggior parte di questi tempi noi non esistiamo; in alcuni esiste lei e io no; in altri io, e non lei; in altri, entrambi. In questo, che un caso favorevole mi concede, lei è venuto a casa mia; in un altro, traversando il giardino, lei mi ha trovato cadavere: in un altro io dico queste medesime parole, ma sono un errore, un fantasma.”
— Jorge Louis Borges, Il giardino dei sentieri che si biforcano
“Se si pensa che una macchina sia infallibile, essa non potrà essere anche intelligente.”
— Alan Turing, in a lecture on ACE
Il sogno di Nikola Tesla* sta per avverarsi?
“Don’t learn things from teachers who are bad at them.”
— Paul Graham
Scelta importante e coraggiosa in casa Sun. Il codice di Java verrà rilasciato sotto GPL v2*.
Le piattaforme interessate saranno Java SE (Standard Edition) e Java ME (Micro Edition).
Di questa possibilità si vociferava da tempo; l’annuncio ufficiale è appena arrivato.
La Sun sta valutando l’ipotesi di utilizzo della GPL anche per il sistema operativo OpenSolaris.
riferimenti: Tim Bray: Java is free
estensioni memetiche: GPL V2 wins! (mi stropiccio gli occhi!)
“Parlare della propria passione bibliofila è difficile […] E’ un po’ come essere un perverso che fa all’amore con le capre. Se tu racconti che hai passato la notte con Naomi Campbell o anche solo con la bellissima ragazza della porta accanto, ti seguono con interesse, invidia o maliziosa eccitazione. Ma, se racconti dei piaceri provati congiungendoti con una capra, la gente cerca imbarazzata di cambiare discorso.
Se uno colleziona quadri del Rinascimento o porcellane cinesi, chi entra in casa sua rimane estasiato da queste meraviglie. Se invece mostra un libercolo secentesco in dodicesimo, dai fogli arrossati, e dice che coloro che ce l’hanno si contano sulle dita di una mano, il visitatore affretta annoiato il momento del congedo.
La bibliofilia è amore per i libri, ma non necessariamente per il loro contenuto. L’interesse per il contenuto si soddisfa anche andando in biblioteca […] Il bibliofilo non è uno che ama la Divina Commedia, è uno che ama quella data edizione e quella data copia della Divina Commedia. Vuole poterla toccare, sfogliare, passare le mani sulla rilegatura. In tal senso parla con il libro in quanto oggetto, per il racconto che il libro fa delle sue origini, della sua storia, delle innumerevoli mani per le quali è passato…”
— Umberto Eco, La bustina di Minerva (L’espresso 4 anno L)
Whence, thank the good Lord, at least one leads back home.” — Ambrose Bierce
Sto cercando (disperatamente) qualcuno che abbia usato ICU (principalmente ICU4C).
Sapere di non essere uno degli unici Unicode hacker del Bel paese illuminerebbe le mie giornate 😉
“Il progresso è una piacevole malattia.”
— Edward Estlin Cummings