BookTouching

“Parlare della propria passione bibliofila è difficile […] E’ un po’ come essere un perverso che fa all’amore con le capre. Se tu racconti che hai passato la notte con Naomi Campbell o anche solo con la bellissima ragazza della porta accanto, ti seguono con interesse, invidia o maliziosa eccitazione. Ma, se racconti dei piaceri provati congiungendoti con una capra, la gente cerca imbarazzata di cambiare discorso.

Se uno colleziona quadri del Rinascimento o porcellane cinesi, chi entra in casa sua rimane estasiato da queste meraviglie. Se invece mostra un libercolo secentesco in dodicesimo, dai fogli arrossati, e dice che coloro che ce l’hanno si contano sulle dita di una mano, il visitatore affretta annoiato il momento del congedo.

La bibliofilia è amore per i libri, ma non necessariamente per il loro contenuto. L’interesse per il contenuto si soddisfa anche andando in biblioteca […] Il bibliofilo non è uno che ama la Divina Commedia, è uno che ama quella data edizione e quella data copia della Divina Commedia. Vuole poterla toccare, sfogliare, passare le mani sulla rilegatura. In tal senso parla con il libro in quanto oggetto, per il racconto che il libro fa delle sue origini, della sua storia, delle innumerevoli mani per le quali è passato…”

— Umberto Eco, La bustina di Minerva (L’espresso 4 anno L)

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