Prove tecniche di Web 2.0

fare vs. parlare – Oggi ho provato a far finta che XHR* (il cuore pulsante dell’oscura tecnologia impronunciabile) non esista, e in poco tempo – seguendo una serie smisurata di ottimi consigli – ho messo su questa piccola applicazione (spartana) >> dimostrativa che – sfruttando la “naturale” sinergia tra JavaScript e le notevoli JSON API di Yahoo! – contribuirà al miglioramento delle famose iii del nostro paese (anche se ieri ho scoperto, grazie a miki, che presto le i potrebbero diventare ben 5 🙂 …

Non è nulla di rivoluzionario (anche se possiede un paio di implicazioni interessanti), è un modo per mettere alla prova le potenzialità di un’interessante tecnologia che tira. C’è da dire che – sulla carta – tirava anche la push, ed era una vera contraddizione (si parla del “lontano” 1997).

La vera rivoluzione (adesso) è rappresentata dal successo delle iniziative relative ai microformati – lo testimonia anche l’interesse suscitato in Bill Gates, che intervistato sul palco della Mix06 da Tim O’Reilly ha affermato:

We need microformats and to get people to agree on them. It is going to bootstrap exchanging data on the Web…

La cosa che mi preoccupa un po’ è che Microsoft si era interessata moltissimo anche alla push 😉

alcuni dei più famosi microformati: XFN, rel-license, XOXO, VoteLinks, hCalendar, hCard, rel-tag, adr, geo, hAtom, hListing, hResume, hReview, rel-directory, rel-payment, xFolk, altri…

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