Tassonofobie

Il termine tassonomia si riferisce alla classificazione gerarchica delle cose e al principio che regola la classificazione. Tutto può essere classificato in base a uno schema, anche le pagine Web. E’ qui che cominciano i “miei” problemi…

Ho intenzione (prima o poi) di aggiungere un supporto per le categorie in loom, ma dal punto di vista astratto non so proprio da dove cominciare. C’è da dire che fin dai tempi delle scuole elementari ho sempre detestato i giudizi e le etichette. Tutto cambia e tutto può essere visto da diverse angolazioni, e la Rete è un ottimo esempio di sistema dinamico.

Innanzitutto per semplificare il problema potrei decidere di appiattire il contesto. Una tassonomia che si rispetti prevede strutture gerarchiche, ramificate? Peccato, per loom niente alberi… Solo “contenitori” allo stesso livello. Ma come scegliere il gusto di questi contenitori?

Una scelta potrebbe essere quella di utilizzare qualcosa di già assodato, per esempio le categorie utilizzate da Open Directory (dmoz.org): Arts, Business, Computers, Games, Health, Home, News, Recreation, Reference, Science, Shopping, Society, Sports. Troppo poche e generiche?

L’alternativa sarebbe quella di utilizzare i tag alla delicious, ovvero lasciare agli utenti la libertà di associare una parola (o più) a ogni collegamento inserito in modo da creare delle etichette. Una soluzione troppo dispersiva?

Un buon consiglio mi è arrivato da aleroots: “più che dividere per argomenti (tech, libri, cinema, linux…), che è sempre critico, magari farlo per tipo di pagina linkata (blog in quanto tale, post di un blog, articolo di giornale, risorsa trash…)“. Ottimo, prima di metterlo in pratica però bisognerebbe inventarsi una sorta di bestiario delle risorse del Web… Altro problema tassonomico.

Lo scopo ultimo comunque dovrebbe essere anche quello di mettere in relazione i collegamenti fra loro. Per fare un bel lavoro si rischierebbe di finire dritti nel dominio delle ontologie, che già dal nome suonano troppo difficili da gestire. Comunque adesso è tardi, e a quest’ora non sono in grado di parlare di certe cose.

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