BookShifting

“Che cosa può importarcene di un libro che non ci porta al di là di tutti i libri?”
— Friedrich Wilhelm Nietzsche, La gaia scienza

E’ facile lamentarsi della stagnazione intellettuale del nostro paese. Decisamente più arduo è riuscire a trovare nuovi modi per smuovere il calderone della cultura. Oggi vorrei proporre il mio piccolo contributo verso questo obiettivo.

Entrando in un mediastore capita spesso di vedere libri decisamente immeritevoli (di tanta visibilità) in bella mostra nei luoghi più esposti, e di trovare testi freschi e (s)oggettivamente interessanti infilati nei posti meno accessibili. A volte mi ritrovo a pensare che se fossi io a dover scegliere le disposizioni dei libri stravolgerei tutto. E’ per questo motivo che ho deciso di cominciare a compiere piccole azioni di bookshifting.

La dinamica è semplice. Si scelgono due libri: uno good e uno bad.

Si prendono due o tre esemplari del tipo good e si posizionano sopra la pila di libri bad (riesce meglio se sono di dimensioni simili).

E’ questione di 30 secondi.

Vi faccio un esempio. Ieri* Nexus di Buchanan ha (eroicamente) scavalcato l’ennesimo libro di Zichichi, per posizionarsi temporaneamente in bella mostra vicino all’entrata della libreria più grande della mia città.

Sono azioni simboliche e decisamente innocue. Sono piccole azioni di principio (o forse di inizio). Dopotutto la collocazione dei testi resta sempre quella ed è facile per i commessi rimettere tutto a posto.

Il bookshifting ha senso solo nelle grandi librerie (non mi sembra proprio il caso di rischiare di rompere le scatole ai piccoli librai).

Un altro consiglio: è meglio dare sempre un’occhiata a tutti i libri prima di effettuare un ricoprimento, spesso il bookshifting porta a scoprire (e ad acquistare) cose interessanti dove meno le si aspettano.

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