Semplice abitudine

“Viviamo, di solito, con il nostro essere ridotto al minimo; la maggior parte delle nostre facoltà resta addormentata, riposando sull’abitudine che sa quello che c’è da fare e non ha bisogno di loro.”

— Marcel Proust, All’ombra delle fanciulle in fiore

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La scoperta dell’AcquaCaldaX (e dei nomi brutti)

E’ da circa un anno che utilizzo XMLHttpRequest per i miei progetti accademici. Credo inoltre di avere acquisito un po’ di esperienza in fatto di applicazioni basate sul Web (dato che con questo genere di sistemi ho a che fare da più di 11 anni). Quindi è lecito il mio stupore alla vista di uscite di questo genere da parte di individui che affermano di aver assemblato una fantomatica risorsa tecnologica chiamata Ajax (si pronuncia ei-jecs, credo).

Il documento che ho linkato contiene una breve spiegazione della suddetta tecnologia, condita con una manciata di grafici di behaviour piuttosto banali. Gli aspetti principali del “loro” sistema sono:

  • uso di XHTML e CSS per il layer di presentazione
  • visualizzazione dinamica e interazione attraverso il Document Object Model
  • scambio di dati e manipolazione utilizzando XML e XSLT
  • recupero dei dati asincrono via XMLHttpRequest
  • un po’ di JavaScript per incollare tutto assieme…

La cosa che più mi sorpende è che il modo standard di utilizzare gli oggetti XMLHttpRequest (che rappresentano il fulcro di questo genere di applicazioni) non si discosta di una virgola dalla “nuovissima” struttura da loro proposta. Gli ingredienti che elencano sono il pane quotidiano di chiunque si occupi di interfacce molto dinamiche (per usare un termine che mi ha colpito di recente). Ajax è – quindi – solo un’interessante proposta architetturale.

Tutto il resto è un esempio di aberrazione del branding!

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Not (so) linear

“It may happen that small differences in the initial conditions produce very great ones in the final phenomena. A small error in the former will produce an enormous error in the latter. Prediction becomes impossible.”

— Henri Poincaré

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Il potere delle idee

“Il mondo non è mosso, come da molti si crede, dagli interessi, ma dalle idee: e […] le idee, le quali muovono e fanno agire gli uomini, non è certo siano sempre quelle feconde, anzi non è piccola la probabilità che le idee generatrici di moto siano più facilmente quelle infantili e distruttive ma popolari che non quelle fornite di spirito di verità.”
— Luigi Einaudi, Prediche inutili

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Un passatempo molto diffuso

(Come) distruggere la Terra.

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Le 48 Leggi del Potere

cellular by hyleLegge 1 / Never Outshine the Master

Fai sempre in modo che coloro che stanno sopra di te si sentano confortevolmente superiori. Se desideri gratificarli o impressionarli, non eccedere nel mostrar loro i tuoi talenti o potresti raggiungere l’opposto — ispirare paura e insicurezza. Fai apparire i tuoi superiori più brillanti di quel che sono e raggiungerai le altezze del potere.

Legge 4 / Always Say Less than Necessary

Quando provi a impressionare le persone con le parole, più parli, più appari comune e insicuro. Anche se ciò che stai dicendo è banale, sembrerà originale se lo rendi vago, aperto, sfingico [… scusate]. Le persone di potere impressionano e intimidiscono parlando meno. Più parli e più è probabile che dirai qualcosa di stupido.

Legge 6 / Court Attention at all Cost

Tutto viene giudicato da come appare; ciò che non si nota non conta. Non perderti nella folla, quindi, o finirai sepolto nell’oblio. Fatti notare. Sii appariscente, a tutti i costi. Fai in modo di attirare l’attenzione apparendo più grosso, più colorato, più misterioso, della blanda e timida massa.

Legge 32 / Play to People’s Fantasies

Spesso la verità viene evitata perché è brutta e spiacevole. Non appellarti alla verità e alla realtà se non sei preparato all’odio che nasce dal disincanto. La vita è così crudele e ansiogena che le persone che possono costruire amori immaginari o evocare fantasie sono come oasi nel deserto: tutti si ammassano attorno ad esse. Quindi è grande il potere che di chi riesce a inserirsi nelle fantasie delle masse.

Legge 46 / Never appear too Perfect

Apparire migliore degli altri è sempre pericoloso, ma è ancor più pericoloso sembrare privo di difetti e debolezze. L’invidia crea nemici silenziosi. E’ furbo mostrare occasionalmente difetti, e ammettere di possedere innocui vizi, in modo da prevenire l’invidia e apparire più umani e raggiungibili. Solo gli dei e i morti possono sembrare perfetti in inpunità.

Legge 48 / Assume Formlessness

By taking a shape, by having a visible plan, you open yourself to attack. Instead of taking a form for your enemy to grasp, keep yourself adaptable and on the move. Accept the fact that nothing is certain and no law is fixed. The best way to protect yourself is to be as fluid and formless as water; never bet on stability or lasting order. Everything changes.

[ fonte ] by Robert Greene and Joost Elffers (traduzione parziale)

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Promemoria

“If you want to do something that’s going to change the world, build software that people want to use instead of software that managers want to buy.”

Thanks jwz.

ne approfitto per ribadire che livejournal.com è una community davvero notevole

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Sulla bellezza

“Il bello è una manifestazione di arcane leggi della natura, che senza l’apparizione di esso ci sarebbero rimaste eternamente celate.”

— Johann Wolfgang von Goethe

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I nemici dei libri

“I libri hanno gli stessi nemici che l’uomo: il fuoco, l’umido, le bestie, il tempo e il loro stesso contenuto.”

— Paul Valéry , Littérature

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Due vie

L’informazione è modellazione della realtà, prende forma da essa e interagendo con essa la cambia.

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