Cromatico

Qualche colore, nel caso servisse.

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Google Fear

Google FearIl dio dei motori di ricerca cozza commercialmente con moltissime altre aziende hi-tech. Quelle ortogonali in genere vengono comprate, quelle in conflitto battute.

In otto anni Google è diventato un gigantesco gorilla con i modi gentili (tra le altre cose non è da tutti possedere un occhio braccio per i bisognosi) e con l’umile l’obiettivo di organizzare tutte le informazioni.

E’ solo questo il motivo per cui Google fa così paura?

Non sarà anche per colpa della sua tendenza a ricordarsi tutto di tutti?

Ne parlavo proprio ieri prima della Cena; probabilmente tra qualche anno Google lancerà un servizio rivoluzionario che chiamerà magari Google Ego, attraverso il quale verrà data a ognuno la possibilità di conoscere i più intimi dettagli aggiornati di se stesso, con un semplice click (un’evoluzione personalizzata dello zeitgeist). Della serie: chi ti conosce meglio del tuo motore di ricerca?

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UrbanBlogDinner: blogger aggregator

La Cena era quasi perfetta. La compagnia ottima…

L’aggregatore analogico (di Samuele) invece ha proprio bisogno di un ritocco digitale.

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Follia suicida in quel di PHP?

Laggiù si parla del futuro e si fanno follie. Una fra tutte è rappresentata dalla decisione repentina di inserire la classe nativa “Date” in PHP5 (in realtà Date per il momento è uno stub) rompendo la compatibilità con un mucchio di applicazioni tra cui una parte di PEAR. Non conosco i dettagli di questa vicenda (non ho ancora avuto tempo di verificare il problema scaricando la 5.0.1) ma sembra che tutto stia assumento le sembianze di un grande casino all’interno del team di sviluppo e del QAscelte avventate e bugie – questo è un po’ preoccupante.

riferimenti: il thread How to break thousands of apps out there in php.internals

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Il moderno cuore della computazione

Tom’s hardware ci offre un ricco articolo sulla storia recente delle CPU del mainstream (ovvero della famiglia x86). In esso compaiono due interessanti tavole che riassumono l’ascesa dei processori Intel e AMD, e una tavola storica che porta dai primi Pentium (e K5) fino ai nuovissimi dual-core (Athlon 64 X2 e Pentium Extreme).

Il primo processore della Intel fu il famoso 4004 (al cui sviluppo partecipò Federico Faggin).

L’ Intel 4004 era composto da 2300 transistor e venne commercializzato nel 1971.

Il nuovo Pentium Extreme, 35 anni dopo, possiede più di 230 millioni di transistor.

per approfondimenti: CHIPLIST

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Ahah

Microformats.org ci propone un esilarante subset di Ajax.

AHAH sta per Asychronous HTML and HTTP.

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Connubi

“Le cose più belle sono quelle che la pazzia suggerisce e la ragione scrive.”

— André Gide, Diari

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Filtri e democrazia

The Register ci mostra come avvengono i filtraggi dei siti Web in Tunisia. Per esempio Swissinfo.org* (che noi italiani, per il momento, visualizziamo benissimo) viene visto dai poveri tunisini come un (falso) Errore 404 – pagina non trovata.

L’articolo continua dicendo che in Arabia Saudita almeno i siti filtrati vengono segnalati con un bel “Contenuto Proibito”.

Tutti i provider tunisini sono obbligati a far passare il loro traffico attraverso i filtri dell’ATI (l’agenzia tunisina per il controllo di Internet) che in questo modo riesce a monitorare l’attività in Rete dei cittadini.

Il software che usano per implementare i megafiltri è ovviamente statunitense, in un certo senso anche questo può essere considerato un esempio di “esportazione della democrazia” [perdonate il passaggio forzato e un po’ qualunquista].

letture consigliate: Democracy on Wikipedia, room404.com

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Ajax senza Ajax!

In questi giorni Dennis Pallett su PHPit ha pubblicato un interessante tutorial sull’emulazione (nel senso più alto del termine) delle funzionalità di Ajax senza l’utilizzo degli oggetti XmlHttpRequest. In pratica un modo per usare Ajax senza Ajax.

Il sistema funziona. Se volete potete provarlo utilizzando la versione dinamica del mio accrocchio spartano per spedire le email – occhio però che i messaggi li invia davvero!

Non ha un nome preciso (fattore positivo), non è il massimo dell’originalità, ma è un modo alternativo e abbastanza pulito per arricchire le applicazioni Web. Adesso bisogna mettersi lì e vedere se funziona davvero e se è anche sicuro e performante.

Tutto questo mentre il colosso di Redmond* sta lanciando le versioni live dei suoi software…

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Pacchi

Oggi con un amico ci chiedevamo – quante persone avranno notato il “Natale” di Google?

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