I computer superficiali di Microsoft

aggiornamento: La superficie

Il colosso di Redmond ha da tempo scelto la sua via per il futuro: investire nella ricerca tecnologica a tutto campo per realizzare in breve tempo idee da sogno, cercando di bruciare (in ogni senso) i concorrenti. In molti hanno scelto questa via, ma il peso nel mercato dell’azienda di Gates risulta — nel bene o nel male — sempre indubbio.

Si rivolgono gli sforzi al miglioramento degli attuali strumenti per la raccolta, l’analisi, l’archiviazione, la ricerca e la presentazione di contenuti testuali — tema (come sapete) a me caro. In questo ambito, in verità, le idee di Microsoft appaiono ancora poco chiare; inoltre i concorrenti (grandi e piccoli) sono più che agguerriti.

Altri fronti (e conseguentemente processi aziendali) invece si occupano dello sviluppo di oggetti innovativi, strumenti — per intenderci che non stonerebbero nelle scene di Minority Report.

Navigando in research — facciata dell’innovazione del colosso — si passa dal provare sensazioni simili a quelle suscitate dai filmati di orientamento della Hanso Foundation, a quelle fatte emergere dai cataloghi IKEA, ad altre legate a immersioni nei manuali di Ingegneria del Software, alla gioia pura, al disgusto più vivido.

Ma torniamo al presente…

Milan

Surface computer — E’ una delle catch phrase di questi giorni. Rappresenta uno sguardo verso il futuro concreto e prossimo dell’interazione uomo-macchina, un passo avanti con le radici ben salde nella stretta e pragmatica interazione tra hardware e software.

Portare le interfacce dei calcolatori su superfici impensabili, per esempio quelle degli oggetti della casa (pensate per esempio al rivestimento di un frigorifero).

La più recente creazione legata al filone surface computing si chiama Milan, tanto recente da far pensare che il nome non sia stato scelto a caso. Microsoft, forse per strategia, ci ha abituato ai lanci flop — anche Milan difficilmente si esimerà da questa sorte.

Eviterò di spiegarvi di cosa si tratta nei dettagli, di queste cose abbiamo già parlato in abbondanza; abbiamo già letto e visto molto al riguardo. Se non siete convinti di questo e vi piacciono le riviste di meccanica, date un’occhiata a questo video superficiale (e a questo).

Multitouch computing. Toccate multiple ai calcolatori. Adesso.

Molte dita, molti utenti, orgie cibernetiche… Ne sentiremo parlare!

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