Età della presunzione

“Il vero periodo della presunzione cade, per gli uomini di ingegno, tra i ventisei e i trent’anni; è l’epoca della prima maturità, con un forte residuo di acerbità. In base a quel che si sente dentro si pretende da persone, che ne vedono poco e niente, onore e riverenza, e ci si vendica del fatto che questi sentimenti a tutta prima non si manifestino, con quello sguardo, quel gesto arrogante, quel tono di voce che un occhio e un orecchio fino riconoscono in tutte le produzioni di quell’età, siano esse poesia, filosofia, pittura o musica. Uomini più avanzati negli anni e più esperti ne sorridono e ricordano commossi quella bella età, in cui ci si adira contro il destino di essere tanto e di sembrare tanto poco. Più tardi si sembra realmente di più – ma si è perduta quella buona fede di essere molto: si rimanga dunque, per tutta la vita, degli inguaribili pazzi di vanità.”

— Friedrich Wilhelm Nietzsche

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