Vagamente su convenzioni e convinzioni

Se decidessi di fermarmi un attimo e riflettere su ciò che sto facendo rischierei di cestinare i miei attuali progetti universitari e cambiare obiettivi. La finalità principale del percorso accademico che sto per portare a termine (una laurea triennale, con una vaga intenzione di proseguire) è quella di potenziare la capacità di un individuo rendendolo adatto a un pronto ed efficacie inserimento nel modo del lavoro. Veniamo formati in modo da poter riuscire a soddisfare le necessità primarie delle imprese che ci assumeranno, economicissimi auto(no)mi aziendali. L’università non è solo questo, ma rischia di diventarlo. L’enfasi sulla ricerca sta lentamente scemando. Stiamo consapevolmente o meno assecondando le amare scelte politiche che ci avevano sbalorditi solo pochi anni fa. La ricerca al servizio dell’industria, la ricerca autofinanziata da iniziative commerciali; è questo il futuro a cui stiamo andando incontro? Dove sono finiti i nostri ideali? Tutto questo risulta ancora più assurdo se si prende in considerazione l’attuale condizione economica del nostro paese.

L’università è convenzionale. La nostra libertà no.

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